Delizie per te, papà.

Zeppola o zeffola di San Giuseppe?

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Ci sono tanti tipi di padre: il papà giocherellone, quello severo, il premuroso, quello incapace di esprimere a fondo i propri sentimenti e quello che, invece, trova ogni occasione buona per lasciarsi travolgere dall’ansia.
Per ciascuno di noi, però, esiste un unico papà che a Napoli si festeggia il 19 marzo con un’unica specialità: la zeppola di San Giuseppe.
Leggenda vuole che San Giuseppe, falegname, avvisato dagli angeli dell’imminente strage degli innocenti ordinata da Erode, scappasse via in tutta fretta e, per sopravvivere nella nuova città che lo accolse insieme alla sua famiglia, iniziasse a vendere frittelle. Molto più probabile è invece il collegamento con i riti pagani dei primi secoli dopo Cristo: feste di ringraziamento per la fine dell’inverno e la ripartenza della vita nei campi che venivano onorati a tavola con ciambelle di frumento fritte nello strutto. Abbiamo già argomentato del perché nei tempi antichi “del maiale non si buttasse via niente” : Se vorreste rileggerlo, potrete cliccare
qui.

Qualunque sia la storia dei suoi antenati, abbiamo una certezza: non esiste festa del papà senza la nostra zeppola.

Fritta o al forno che sia, il popolo dei golosi si divide. Allo Chalet Ciro sono entrambe leggerissime e maniacalmente supervisionate: passaggio per passaggio, ingrediente per ingrediente. La signora Rosaria, istruì un metodo che ancora oggi viene applicato in ogni dettaglio.
Crema delicata, perfetta e senza grumi, realizzata a fuoco lento con uova da bere, fresche di giornata. Pastorizzate in laboratorio solo dopo essersi accertati che le galline fossero allevate all’aperto e godessero di un importante apporto nutritivo. Amarene dal sapore dolce
ma non stucchevole, eccellenti quanto tutte le altre materie prime ammesse per la produzione. Non a caso, ancora oggi, è proverbiale la sua conoscenza di ogni caratteristica e combinazione degli ingredienti. Il palato di Mamma Rosaria era un giudice integerrimo!

Una curiosità: per chi volesse superare la paura, sappiate che le zeppole fritte dello Chalet Ciro sono così leggere da sembrare nuvole. Provare per credere: poi, magari, fateci sapere. Zeppole, zeppole ovunque. Non possiamo però ignorare che i gusti possano cambiare nel tempo, soprattutto nei più giovani: in laboratorio, di pari passo all’amore per la tradizione, si lavora ogni anno su nuove interpretazioni di questo dolce, icona dell’inizio della primavera. Crema e granella di pistacchio per i palati raffinati; al gusto cassata, cioccolato e praline dedicata ai golosi, kinder cereali e kinder bueno per i golosissimi! E per gli animi super dark? Impasto bigné al cacao con crema al cioccolato fondente e una pioggia di gocce di cioccolato di finitura. Avete già l’acquolina in bocca, non negatelo.

Trattenetevi, perché il meglio deve ancora venire:
tra tutte le specialità che i banconi delle nostre sedi ospitano in questo periodo, la più goduriosa è di sicuro la zeffola di San Giuseppe.
Creata ad hoc per chi non sa cosa scegliere: meglio la ricchezza dei sapori della zeppola o la morbidezza ineguagliabile della graffa? Per tutti loro, il meglio da entrambe! Una soffice base di graffa calda, spolverata con delizioso zucchero a velo (per i più distratti: fate attenzione, la graffa originale è ricoperta da zucchero semolato!), baciata da un fiore di crema pasticcera, guarnita con amarene dal sapore archetipico.

La bontà è servita, avete solo l’imbarazzo della scelta.
Adesso solo pensieri dolcissimi: “Sporchiamoci il naso di zucchero e sogniamo insieme,
papà!”
Chalet Ciro, I Make You Happy.

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