Ricordo di un tempo lontano

Il Sanguinaccio, la tradizione napoletana del Carnevale.

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Durante il Carnevale, la ghiottoneria regna ovunque ma non consiste nel mangiare enormi porzioni, bensì nello sgranocchiare un po’ di tutto, nell’attesa dei quaranta giorni di penitenza quaresimale.
A Napoli, lo sapete, non può esistere Carnevale senza il goloso binomio composto da chiacchiere (o savoiardi) e sanguinaccio. Ancora oggi, nonostante l’antica ricetta non sia più replicabile, c’è chi giura che la
crema fosse una delle preparazioni più buone in assoluto e che, un tempo, si aspettava un intero anno per poterla gustare.
Attualmente a base di cioccolato fondente amaro: una volta veniva preparato con il sangue di maiale, da cui il nome. Una ricetta che messa a punto tanti anni fa e che ne fece derivare anche il detto “del maiale non si butta via niente.”.
Anche allo Chalet Ciro non sono mai mancati i pentoloni in cui la crema, ancora oggi, bolle lentamente per giungere alla sua golosa consistenza e onorare le tavole della città. Ancora oggi aleggia il ricordo di Mamma Rosaria Fummo alla guida dei fornelli e alla supervisione di quel miracolo speziato. La memoria del suo impegno sul lavoro è indelebile per tutta la squadra ed in particolar modo per suo figlio, Antonio De Martino, che – sempre al suo fianco – ancora ne custodisce gelosamente i segreti e gestisce, assaggia e controlla
(proprio come faceva lei un tempo) l’operato del laboratorio.

Oggi, il sanguinaccio è diventato una golosissima doppia crema al cioccolato aromatizzata alla cannella, servita con cubetti di scorze di arancia candita e gocce di cioccolato. Restano, di quei giorni, i gesti antichi che consacravano il rito. L’immagine di un’imprenditrice legata alla perfezione dei suoi prodotti, attenta a tal punto che l’avresti vista in cucina a girare, personalmente, il sanguinaccio sul fuoco, seguendo una cottura, meticolosa e lenta, ponderando il latte da aggiungere, soppesando la farina e lo zucchero ed incorporando solo al momento giusto, il cioccolato e il cacao, per lo più amari. A questi ingredienti, poi, aggiungeva come per una composizione alchemica che richiedeva serietà e precisione; spezie come cannella, cedro e chiodi di garofano: sempre perfetta nell’armonia dei sapori al fine del risultato finale. I riti, in fondo, sono tali perché ripetuti nel tempo e, a Carnevale, tra i tanti; ne esiste un altro che non può mancare: l’inzuppamento dei savoiardi nel sanguinaccio, una consuetudine che non ha età. A casa De Martino la preparazione del Carnevale è sempre stata una celebrazione molto sentita: la prima delle feste del nuovo anno, l’apertura al godimento delle leccornie, una vera e propria preparazione alla futura scorpacciata di cioccolata del periodo pasquale.

“Questo è uno degli aspetti che amo di più del mio mestiere – spiega Antonio De Martino – siamo presenti con la massima attenzione e dedizione per permettere ai nostri clienti di gustare i dolci di ogni ricorrenza nella migliore interpretazione possibile delle ricette classiche napoletane, a Carnevale come in ogni festività.” Ma la dolcezza del signor Antonio, napoletano doc, da oltre quarant’anni a capo dello Chalet Ciro, è soprattutto quella del cuore: nel ricordo di una mamma unica, maestra di vita e di professionalità.
Ed ora chiudete gli occhi, pensate che state assaporando questa magica crema, che vi parla di famiglia, tradizioni e rituali. E se volete andare oltre la vostra immaginazione, non vi resta che venire da noi.
Vi aspettiamo allo Chalet!
I make you happy

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