Ci sono tavole che si apparecchiano tutto l’anno e tavole che si apparecchiano a Pasqua. La differenza non è nella tovaglia, né nel numero di piatti. È nell’aria che si respira intorno, nella quantità di gente che si sistema scomoda ma volentieri, nella pastiera che campeggia sul ripiano della cucina da almeno due giorni (perché si sa, va fatta riposare) e che tutti fingono di non aver già assaggiato.
A Napoli, Pasqua è una questione seria. Non nel senso solenne del termine, ma nel senso di qualcosa a cui si tiene davvero: i prodotti giusti, i sapori di sempre, quella cura nella preparazione che non si improvvisa e non si delega a chi non la conosce.
La pastiera: un dolce che non ammette scorciatoie
La pastiera è il dolce più esigente che esista. Non nel senso difficile o ostile, ma nel senso che richiede rispetto: rispetto dei tempi, degli ingredienti, dell’ordine in cui le cose si fanno. Il grano cuoce lentamente nel latte. La ricotta viene lavorata fino a perdere ogni traccia di granulosità. I canditi, il fior d’arancio, la cannella entrano ciascuno al momento giusto. Poi si aspetta.

Allo Chalet il metodo è quello di Donna Rosaria: trasmesso passaggio per passaggio, applicato ancora oggi con la stessa fedeltà. Gli ingredienti sono freschi, i fornitori sono gli stessi di sempre, e il risultato è quello che chi la conosce riconosce al primo morso, senza bisogno di spiegazioni.
Il tortano: il rustico che apre tutto
Prima che arrivi qualsiasi dolce, a Pasqua si taglia il tortano. È la tradizione che apre le danze: farina, lievito, sugna, salumi tagliati a dadini, ciccioli, pecorino, provolone, uova, pepe. Un pane ricco, corposo, che sa di cucina vera e di mani che ci hanno lavorato.

È uno di quei prodotti che dividono l’anno in due: prima e dopo. Prima del tortano pasquale, e dopo. E poi torna l’anno prossimo, puntuale, a ricordarti perché certe tradizioni non tramontano.
Per chi il giorno di Pasquetta preferisce una scampagnata a una tavola imbandita: il tortano funziona benissimo anche come pranzo al sacco. Anzi, forse è lì che dà il meglio di sé.
La colomba: lievitazione lenta, profumo lungo
La colomba dello Chalet è un prodotto da forno a lievitazione naturale, e questo non è un dettaglio. La lievitazione lenta cambia tutto: la consistenza dell’impasto, la struttura, la durata del profumo. Non è qualcosa che si spiega facilmente, è qualcosa che si sente.

La versione con la Pellecchiella del Vesuvio I.G.P. è quella che racconta meglio il territorio: un frutto vulcanico, intenso, che incontra l’impasto soffice in un equilibrio che non stanca.

Per chi invece vuole andare sul goloso senza riserve, c’è la versione al cioccolato fondente con trucioli al latte.

Per chi ama il classico senza deroghe, la colomba tradizionale con glassa e mandorle.
Come ogni anno, le trovi in ciascuna delle nostri sedi e disponibili su Amazon
Le uova: artigianali, ogni anno diverse
Le uova di Pasqua dello Chalet Ciro sono prodotte artigianalmente con cioccolato selezionato: fondente al 75%, al latte, nocciolato, pistacchiato, riso soffiato, in versioni miste.
Ogni anno cambiano le dimensioni disponibili, cambiano i dettagli, cambia – puntualmente – la sorpresa.

La sorpresa è una cosa che allo Chalet Cirosi pensa con anticipo. Da gennaio. Perché un uovo artigianale con una sorpresa mediocre è un’occasione sprecata, e le occasioni sprecate non fanno parte del metodo.
Il risultato, ogni anno, sono oggetti belli da vedere oltre che buoni da mangiare. Pezzi unici in edizione limitata, pensati per chi riceve e per chi regala.
Buona Pasqua
Non esiste senso della complicità che non passi per il cibo, soprattutto in certe occasioni. E Pasqua è una di quelle occasioni in cui la tavola dice più di qualsiasi discorso.
Passate a trovarci. C’è tutto quello che serve per farlo bene.
Chalet Ciro, I Make You Happy